Di conseguenza l'osteopatia, attraverso un trattamento esclusivamente manuale, cura il sintomo cercando di ridare alle strutture del corpo la capacità di svolgere la loro funzione in modo corretto. Per strutture non si intende solo il sistema muscolo-scheletrico (benchà© preponderante), ma anche i visceri ed il tessuto connettivo nelle sue varie specializzazioni.
L'osteopata interviene laddove si è creata una limitazione di movimento in una o piè zone del corpo tale da alterare l'equilibrio posturale dell'individuo. Ad esempio, una caduta sulla spalla può provocare una limitazione di movimento dell'omero, ma anche della clavicola e per il contraccolpo, di una o piè vertebre del tratto cervico-dorsale. Il dolore scompare nel giro di breve tempo, ma le limitazioni articolari e le tensioni muscolo-legamentose associate permangono ed influenzano la mobilità locale. I meccanismi di compenso meccanico adottate naturalmente dal corpo e le variazioni locali del sistema nervoso e vascolare possono provocare, nel tempo, dei sintomi, spesso a distanza dalla regione in cui si è verificato il trauma.
L'osteopata si occupa dell'aspetto meccanico dell'individuo, quindi la sua visita è orientata in questo senso, con l'obiettivo di trovare i punti di maggior limitazione articolare, comprendere quali sono i piè importanti e trattarli.
Il trattamento è esclusivamente manuale e va dalle manipolazioni articolari alle tecniche di rilasciamento delle tensioni muscolari e fasciali, fino alle tecniche craniosacrali e viscerali.
Il meccanismo craniosacrale
All'inizio del secolo il Dr. W. G. Sutherland ebbe un'intuizione per lui sconvolgente derivante dall'osservazione delle suture craniche che sembravano conformate in modo da permettere dei micromovimenti ed impiegò diversi anni nel tentativo di dimostrare a se stesso che si stava sbagliando. Ebbe invece la conferma del fatto che a livello delle suture craniche esiste una certa elasticità che permette dei movimenti ritmici indipendenti dal ritmo respiratorio, ma conseguenti alla motilità del sistema nervoso centrale.
Questa motilità , di espansione (con riempimento ventricolare) e di ritorno alla norma (con parziale svuotamento ventricolare) ha un ritmo di circa 10-12 pulsazioni al minuto e si trasmette attraverso le meningi alle ossa craniche e all'osso sacro (le meningi avvolgono il midollo spinale e si inseriscono a livello della 2° vertebra sacrale).
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